mercoledì 3 novembre 2010

La Moltiplicazione dei pesci.

Una dovuta introduzione
L’attaccamento biblico alla figura della csd “sciarpetta del glande” risale alle
origini, alla Genesi (17, 11‐14): «Vi lascerete circoncidere la carne del vostro
membro e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi» dètta la sacra scrittura e,
per farsi intendere meglio, pacatamente aggiunge «Il maschio non circonciso sia
eliminato dal suo popolo».
Altro interessante momento prepuziale nelle pagine bibliche appare per mano di
Samuele (1, 18, 25‐27) quando descrive la dote del capostipite Davide e il suo
leziosetto eccesso di zelo: «Allora Saul disse: “Riferite a Davide: Il re non
pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di Filistei, perché sia fatta
vendetta dei nemici del re”. ... I ministri di lui riferirono a Davide queste parole e
piacque a Davide tale condizione per diventare genero del re. Non erano ancora
passati i giorni fissati, quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i
Filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per
diventarne genero». Che bella scena...
Questa sacra passione biblica, mai sopita, per la postectomia totale e relativa
scoria, sopravvive e resta in auge nel reliquiario cristiano quindi cattolico. Ecco
così venerata dai non più circoncisi la pellacchia penica, tanto simbolo di
ebraicità, recisa alla nerchietta di otto giorni del noto salvatore. Ben più di una
basilica e comunità cristiana si sono contese nel tempo l’originalità storica del
proprio anellino dermico appartenuto al risorto.
Come tutte le reliquie – un resto umano non sarebbe che una qualsiasi frattaglia
fisica in assenza di questo – i sacri prepuzi hanno ovviamente prodotto i loro
miracoli. Passati per le mani di angeli, carli magni, papi, monaci, suore, operai,
lanzichenecchi, imperatrici, scomparsi, riapparsi e finanche rubati, i santi
prepuzi non hanno potuto non manifestare (talvolta lacrimando sangue) i propri
talenti miracolosi.
Da cui.

martedì 2 novembre 2010

Lucca 2010. Atto II.

Ecco qui quattro tavole uscite su un libro della banda Putiferio per Tunuè.
Il libro si chiama "Il paradiso delle trottole", libro/disco della Banda Putiferio, gruppo unico del panorama italico per musiche e contenuti.
Non siate pigri, documentatevi su di loro.
Queste sono le mie quattro tavole, buon pro vi faccia.







Lucca 2010.

Lucca comics, anno domini 2010.
Le chiese, la gente, i cosplayers e la pioggia.
Dunque a questa Lucca sono arrivato (causa impegni) gli ultimi due giorni. sono partito che pioveva, sono arrivato che stava continuando a piovere e sono partito con il nubifragio. Viaggio di ritorno con l'immarcescibile Catalli, mio compagno di epiche imprese, quali le riviste autoprodotte, le richieste di sconti ai tipografi, etc...
Dunque io vengo a Lucca dal 1994 attraversando vari stadi di interesse e la prima cosa che noto e continuo a notare da pochi anni a questa parte è esprimibile con la seguente riflessione:"ai tempi miei chi se vestiva da lamù erano solo le ciccione" questa frase solo per dire che i cosplayers sono molto più avvenenti adesso di quando ero giovine io.
Per il resto allegrezza e baratro. La prima data dai personaggi che condividevano con me lo stand:
- Rocco Lombardi - noto artista Formiano e fumettista disilluso.
- Simone Lucciola detto "il Poverello" - noto artista e punk-rocker Formiano.
- Alex Tirana - autore toscano d.o.p. che alternava la permanenza allo stand ad un ben più nobile lavoro al bar della fiera (dal quale non riusciva a trafugare tutto il voluto per la comune causa)
- Gianluca Romano - personaggio incontenibile, romano incamuffabile, nella lotta è temibile (come l'uovo tigre).

Vari ed eventuali di passaggio:
- Armin Barducci
- Daniele Catalli
- Antonio Bruno

Personalmente il fattore professionale è stato, quet'anno, un po' drammatico, ovvero non ho venduto nulla o quasi delle mie fantastiche produzioni. Ho comunque fatto scoperte interessanti, e, non ultimo, ho comprato una nuova espansione di TALISMAN!
Al primo posto nelle scoperte interessanti sono sicuramente presenti le definizioni formiane, elargite da "il Poverello" come l'acqua dalla fonte dell'eterna giovinezza.
Tra le tante, vorrei segnalare il rigoroso, originale e sabaudo "Te pozzino portà in 4!". Altra cosa capita a Lucca è che ho seri problemi nella comunicazione verbale, specie con gli editori, ma ancora di più nello scattare le foto, e qui una serie di ritratti che potranno far capire queste mie pesanti parole (eppure sul display sembravano tutte a fuoco).



il trittico Barducci - Tirana - Villani.



il trittico Tirana - "Il Poverello" (nella parte di un vecchio nostalgico del fascio che intona "giovinezza") e Lucho.



l'immarcescibile Daniele Catalli in un'istantanea sfocata che acuisce il suo fascino slavo.







"Il Poverello" mentre tenta l'imitazione "panza fuori-panza dentro" di un "zerarca fasista". Effettivamente avrei potuto girare le foto, ma il mio libero arbitrio mi suggerisce di farle girare a voi, scaricandole e creando un'apposita animazione, tipo gadget insomma. E poi non dite che non son buono.



Alex Tirana mentre, spento, considera la realtà delle cose e dorme invece di vendere il fumo/etto



Toni Bruno sotto delle orribili borse con degli ancor più orribili disegni dell'orribile Miguel Angel Martin (senza motivo in vendita nel nostro stand, ah no un motivo c'era, l'idiozia).



"Il Poverello" che entusiasta mostra un ritratto di "Pesce in Petto" il suo nuovo super eroe. Altro che Marvel... (scusate prima avevo, erroneamente, nomato la poverellistica creazione come "Super Pesce")



San Michele, che dall'alto dell'omonima chiesa, ci ricorda che abbiamo tutti un'età e dovremmo andare a fare cose proficue...



Daniele Catalli e "Il Poverello" come in uno sficato monte Rushmore, (quello con scolpiti i quattro presidenti) che guardano verso l'abisso.



Un mio ritratto de "Il Poverello" mentre esclama, in formiano, l'equivalente italiano di "perbacco che bel deretano, signorina!" (poesia ermetica pura).
Inutile dire che sono stati momenti irripetibili, grazie a:
- la presenza di due boccioni da muratore (5 litri l'uno) di vino rosso, contrabbandato dal sud da Rocco e "Il Poverello" "e mica ci possiamo beve la munnezz!" esclamò il suddetto "Il Poverello".
- la presenza di altri amici di passaggio in cerca di un posto asciutto e accogliente in mezzo a nerd, editori e pioggia tropicale.
- il prevedibile scazzo alcolico sopraggiunto (mi dicono) il terzo giorno di fiera e che io ho trovato tale e quale al mio arrivo il quarto giorno.
- la scarsezza delle vendite, la presenza degli alcolici, complice Tirana che lavorante al bar della fiera contrabbandava birre.
- l'aggiunta al calendario di "San Baffo D'oro!"
- monnezza sotto al tavolo e macchie di vino sulle copie in vendita. Una frase lapidaria come "Guerra e pace".

Chiudo con altra frase storica.
"Bambole, non c'è una lira!"

Considerazioni finali:
la fiera in se è caotica ma bella. Il meccanismo economico di Lucca mi fa sempre più schifo, nel senso: si arricchiscono come maiali in 4 giorni, un'intera città che si mette la benda da pirata sull'occhio e, per giunta, fanno pagare il parcheggio per strada (la striscia blu) anche domenica. non bello. Per fortuna i vigili urbani sono biodegradabili ovunque e quando piove si sciolgono come le lumache.

mercoledì 20 ottobre 2010

venerdì 15 ottobre 2010

Stay Hungry, stay cool!


questa era la frase di arrivederci dello staff di una rivista americana al momento di chiusura della stessa. La rivista non mi ricordo come si chiamasse, la frase, manifesto del mantenersi svegli, attenti e affamati, è stata tirata in ballo da Steve Jobs durante un discorso agli studenti dell'università. Scopo del discorso era esortare i giovini americani. Ora non so se i giovini americani vadano o meno esortati. Quelli nostrani forse si.
Queste tre righe di prologo non c'entrano granché con l'immagine, o forse si. comunque è uno schizzo al telefono, e daje a ride.

martedì 21 settembre 2010

Self/Mainstream In Lucca, Anno Domini 2010.


Atto finale, ecco l'articolo per Illustrati. Numero speciale a Lucca. ovviamente lo corredo con l'immaginina!

Self/Mainstream In Lucca, Anno Domini 2010.

La Self Area è uno spazio dedicato al fumetto indipendente, all’interno di Lucca Comics, dove, per ovvie ragioni, gli stand costano meno che nel resto della fiera. Lo spazio è dedicato a tutti quegli autori, singoli o in gruppi, di fumetti o illustrazioni, i quali producano per la vendita, a proprie spese, del materiale grafico; fumetti illustrazioni etc... In questa riserva, durante un safari editoriale, non è raro avvistare dei branchi di autoproduzioni.
Autoproduzione: termine apparentemente vicino all’ambiente delle quattro ruote, ha in realtà in comune, con i diffusi veicoli, forse solo il costo. L’autoproduzione, lanciata da Alessandro Magno e Federico II di Svevia, arrivata fino a noi attraverso numerose fonti, attraversa molte discipline. E’ l’arte di produrre materiale autonomamente, in oggetti unici o seriali. Costa tanto e ripaga dopo tanto. Punto d’orgoglio il pronunciare la famosa frase: “l’ho fatto io!” seguita da :”lo sto pagando io!”. Oggi parleremo del fumetto. A Luccacomics 2010 le autoproduzioni sono nella Self Area!
Questo spazio, nato con l’essenziale contributo di Michele Ginevra del “Centro Fumetto Andrea Pazienza”, vede, ogni anno, la presenza di veterani (quelli che non si sono stufati o hanno cambiato vita, o hanno smesso di fare rapine per pagare il tipografo) e nuovi entusiasti del campo. Un paio di nomi di personaggi e riviste, presenti e passate, note non solo in questo spazio: Lamette, Self Comics, Canicola, Ernst, The Passenger Press, Lampi Grevi, Il peso del martello, Medicina Nucleare, I fumetti della gleba, Serpi in seno, Akab, Alex Tirana, Lucho (il sottoscritto) I Cani, I Dissociati, Ruggine, Disguido Tecnico, Krakatoa etc... Molti, nel tempo, desistono, mentre nuovi elementi subentrano, spesso più colorati e orientati verso il mainstream (“corrente conosciuta dalle masse o detta di tendenza”) dei precedenti. L’underground, ovvero il fumetto sporco, zozzo senza motivo, sta lentamente lasciando queste sponde. La Self Area, serve dunque a chiunque voglia dare un’occhiata a costo quasi zero a fiera e ambiente, vendendo le proprie “primizie grafiche” ma non solo. Questo spazio dovrebbe, almeno secondo concezione, ospitare coloro i quali vogliano portare i propri disegni alla luce e al pubblico, sobbarcandosi del difficile ruolo di “autori” e beccandosi, in virtù della loro posizione transitoriamente “amatoriale”, i commenti del pubblico medio, che, non vedendo il marchio noto (che spesso garantisce ordine e disciplina), esclama:”carino il pupazzetto! Anvedi, pare Pazienza! Cheee? Quanto Costaaa?” La cosiddetta posizione amatoriale, (e non parlo di kamasutra) è quello scomodo essere “tra color che son sospesi”; si tratta quindi autori considerati non commerciali, non editi in circuiti medio-grandi, dunque non distribuiti, ma contemporaneamente, non novellini. Dietro l‘etichetta “amatoriale”, c’è, quindi, spesso uno sforzo di costanza professionale non indifferente.
La Self Area nasce con l’ideale di essere un “incubatrice” di autori, ma non tutti quelli che disegnano fumetti poi diventano autori (mica lo ha ordinato il medico). L’aspetto interessante delle “Self Area”, perché nel tempo questi spazi sono nati anche in altri festival di fumetto, è il passaggio di personaggi con idee valide, quando non brillanti, anche grezze talvolta, espresse con pochi mezzi... un po’ come George Lucas quando faceva i cosi pelosi di Guerre Stellari appiccicando i peli col vinavyl e Yoda con un pupazzo, invece di friggersi il cervello con 5 miliardi spesi in nerd manovranti effetti speciali.
Gli editori di fumetti, altro caso interessante, invece di frequentare le varie “Self Area” in cerca di risorse papabili, stanno chiusi negli stand, o al bar o nel bar di fronte allo stand. Il fatto è che nelle zone in cui campeggiano gli autori indipendenti non è raro imbattersi (previa curiosità e attenzione, finite aihmé nel secolo scorso) anche in mezzo all’immancabile monnezza, nel caso dello “Stradivari in soffitta”, ovvero potenziali preziosi in luoghi non frequentati. Senza tirare in ballo una crisi immobiliare sugli spazi sfitti e senza ricordarvi di spostare il baule della nonna tutto impolverato, parlerò di un episodio a me accaduto. “Si era in Galilea...” no, scusate, non è questo, eccolo: Durante lo scorso salone del libro di Torino, mi sono avvicinato allo stand di una casa editrice, dove qualcuno dello staff mi ha riconosciuto (frequento il fumetto dal 1999) con grande sfoggio di complimenti (non so chi fosse) mi ha esortato a presentarmi l’indomani, proponendo materiale inedito. Al mio arrivo al predetto stand con il richiesto materiale, sono stato accolto dal direttore editoriale in persona, che onore! Il fatto è che il signore in questione mangiava e beveva, e per tutto il tempo non ha poggiato nè il panino nè la bottiglia d’acqua (colonna sonora degna di nota). Dovevo girare io le pagine, mostrandogli il progetto. Quasi come parlare con Stephen Hawking senza però l’acume e la brillantezza del grande scienziato. Se lo avessi saputo, invece di disegni e storielle avrei portato (in regalo, ovvio) una bella bottiglia di Cinar. L’ambiente degli editori nel campo dei fumetti è quasi sempre costellato di personaggi che elargiscono attenzione come Erode elargiva tolleranza. Quindi spesso dopo un colloquio del genere c’è chi dice, con una lucina in fondo agli occhi: “Autoproduco?”. A questo punto, dopo aver “fatto il giornalino” e speso gli ultimi soldi della povera nonna si entra, a volte, in contratto con LA TRIADE! Pronti? Via! 1 - Fumetto, 2 - consumatore Italiano, 3 - Autoprodotto. Il primo è diffuso ma soffre di usi e costumi del secondo, quali la gran cultura da patrimonio genetico (il rinascimento non è mica acqua fresca) perfettamente mimetizzata da disattenzioni e volgarità di vario stampo. Il terzo elemento della triade è spesso ignorato dai primi due.
Quindi, per concludere:
- Cosa dovrebbe fare l’autore.
Avere pazienza, spedire materiale, sperare nelle risposte alle mail, sopportare i tempi lunghissimi e gli art director incompetenti pieni di commenti da primate e con le idee di un formichiere sulla luna. In caso di art director silenzioso, LIMITARE le proposte. Sono infatti personaggi infidi e pericolosi, atti a fregare idee per successivo riciclo in cerca di fama personale. Una volta non ricevuta attenzione, poi, cominciare a tartassare la predetta casa editrice con telefonate del tipo “vi ricordate di me, sono io, ho delle nuove illustrazioni!” e contemporaneamente scherzi anonimi pesantissimi. Mai e poi mai, autori, dovete demoralizzarvi solo perché siete persone sensibili e il lavoro non si trova, della serie “STO MALEE! NON C’E’ LAVOROOO!”. Se arrivate a questo punto, state pensando troppo. Meglio scaricare le cassette di limoni al porto per un po’, ridimensionerà il tutto e offrirete anche una cena alla vostra fidanzata (c’è ancora? O avete disegnato troppo?). Gli scherzi all’editore, però, dovrebbero rimanere una costante.
Un paio di piccoli suggerimenti su scherzi telefonici attuabili:
1 - “salve, vorrei ordinare 3000 copie di...” sentire la voce speranzosa dell’addetto e dargli un indirizzo inesistente dove mandare i cinquanta scatoloni. Per dare credito all’intera vicenda fate finta di essere un emissario di un noto ordine religioso, magari quelli con le croci e la sede a Roma.
2 - Chiamare e con accento tedesco dire: “salve sono Hans Rudi Giger, io avere cvesto progetto e volere fare un libro con voi!” e stabilite un appuntamento nelle campagne viterbesi dove, voi, non vi recherete mai ma loro forse si.
3 - “salve è il bar qui sotto ci sarebbero da saldare quei 200 euro di consumazioni dell’ultimo mese, mando su il ragazzo un attimo!” E salite in redazione. Quest’ultimo esempio potrebbe rivelarsi fattibile e fruttuoso con pochi mezzi, in quanto la cifra al bar è possibile come ammontare mensile di una redazione (considerando una media di dieci caffè al giorno), come è possibile il caos della redazione in cui qualcuno vi possa allungare dei soldi. Così potreste fare due o addirittura tre spese considerandolo un rimborso per il vostro tempo impiegato tra mail e telefonate senza mai una risposta. Robin Hood mi fa un baffo! Altro risvolto positivo di questa tattica, cominciare a memorizzare la redazione per portarvi successivamente, il vostro personale cavallo di Troia!
- Cosa dovrebbe fare l’editore medio?
Assumere un direttore editoriale, un direttore artistico e un grafico, magari esterni anziché cominciare a lavorare con cugini, con figure rassicuranti della propria adolescenza o con gli amici carrozzieri compagni di bevute, falò e campeggi.
- E’ un bene avere un editore?
Sì se vi distribuisce, no se non lo fa. Sì se vi paga, ni se non vi paga ma vi distribuisce molto, no se non fa ne l’una ne l’altra cosa. Sì se presta attenzione ai particolari editoriali (carta, stampa, grafica), no se non lo fa. Sì se pur di modeste pretese ha al proprio servizio persone qualificate che fanno uscire bei libri, no se non le ha. Etc...
- Chi troverete nella “Self Area” a Lucca Comics quest’anno?
Nella Self Area, a piazza Napoleone, di fianco al grande padiglione degli editori, troverete: Tales of Avalon, Aveilon, BookMaker Comics, Ciurma, Crazy Camper, Culturaelettronica, Delebile, Effimera Comics, Steam Press-Studio2031, Fame!Comics!, Fattore Manga, Disagio production, Fumectory, Anjce, Teiera, Jessica Roberta, La compagnia del fumetto, La trama, Kohei Kohaku, Lucho, Tirana e Lamette, Whenaworld, Mamma, 1 metro di sospensorio, Flipbooks, D.A.S. Dilettanti dell'Arte Sequenziale, Pucciola, Isis World, Fanzine Gattai!, Katlang!, Codice lapis, Montonepecoragnello & ACD, My god, EdizioniMinime, Tapirulan, Wild Fangs, Zirirù, Frammenti, Housepirate, Stefano Giovannini, Krakatoa Ink, Born from the earth, Malefico Fumetti, Collettivo fumettistico Diorei.
- Chi rappresenta il disegno?
Il disegno rappresenta il mio decennale personaggio, Ominotondo, alle prese con un noto personaggio dei fumetti al quale è legato il concorso Kavasaki®. Se infatti mandate una lettera con scritto nell’ordine: nome del personaggio, anno di ideazione, anno di pubblicazione, nome dell’autore, nome della fidanzata del personaggio, personaggio di ispirazione e tematica generale del fumetto, avrete la possibilità di vincere una moto Kavasaki® “Sprinter” gt-1200. Tutte le info su www.concorsokavasaki®.com.
Baci e abbracci. Lucho. http://luchoboogiegraphic.blogspot.com/

Masc+Lucho


eecco qui un nuovo piccolo contributo alla satira mondiale.
bersaglio: solo la chiesa e il papa, ovviamente, che nella chiesa è appeso.
si accettano querele e buoni pasto.
Ai testi il buon Mascolini, indigeno del Quarto Miglio.

sabato 18 settembre 2010

Self/Mainstream


Per Lucca, sulla rivista illustrati, DOVREBBE uscire immagine e testo del sottoscritto.
questa è la matita. Il testo parla del decimo girone delle manifestazioni, quello degli autoprodotti!

domenica 12 settembre 2010

Pick up the phone!


Ecco ero al telefono. Nuovi disegni stanno essendo prodotti ma fino a che non avverrà il cambio scanner ho paura che qui ci saranno solo cose poco impegnative. Poi vedo. Qualcuno di voi, o sparuti frequentatori di questo luogo, ha mica suggerimenti per uno scanner?

martedì 31 agosto 2010

Settembre.


questo disegno risale a un paio di anni fa, l'ho colorato da poco. ho uno scanner di merda e maledico la CANON!
MALEDETTI, che vi si secchino le gonadi.
comunque il disegno è più carino di così ed è il primo post di settembre, mi ci vorrebbe un astrologo al momento, poi si vedrà.

Ominotondo e il lettering a mano.


Primi passi verso il lettering a mano. Ovviamente accompagnato da Ominotondo e le credenze popolari (non sono dei mobili che usano tutti in paese, sciocchini, stupidini).

lunedì 30 agosto 2010

Dopo i Fuochi.




Back in Torino, metto un paio di schizzi e mi giustifico (escusatio non petita...) dicendo che il mio scanner fa schifo!
NO ALLA CANON!, qualcuno mi consigli uno scanner, qualcuno mi regali uno scanner A3, qualcuno...
p.s.
il gufo mi piace e lo dedico a Blu.
p.p.s.
Il coccodrillo dice stylevan perché questo posto (officina stylevan) è un luogo da qualche parte in francia dove modificano i furgoni. Voglio un furgone volkswagen!!!

lunedì 16 agosto 2010

Blue Skies 2.

dimenticavo:
L'irrinunciabile cavallo anni '80, somigliante a Limahl, il cantante della storia infinita.


e poi un disegno:
anziché dal quadernino degli schizzi, IL quadernino degli schizzi (il secondo che il primo l'ho finito). Bellecose dovrebbero uscire in futuro, si vedrà.
Il quadernino è decorato ovviamente in stile anni '20.



Ora me ne vado sul serio.
"tra poco avrai dimenticato tutto, tra poco tutti ti avranno dimenticato"
Marco Aurelio, mica uno qualunque.
Sempre più gente si prende sul serio.

Blue Skies.

Blue Skies.
E’ il titolo di una canzone, bellissima, di Irving Berlin, datata 1927. Questo brano fino alla crisi economica, il famoso martedì nero, del 1929, fu colonna sonora piuttosto diffusa in America. Esprimeva ottimismo, serenità e un senso di benessere. E’ l’unica cosa che mi viene in mente mentre attraverso, con vari mezzi, gli arcipelaghi nel nord della Norvegia. Sto andando a suonare nelle isole Lofoten. La luce per 24 ore è esperienza unica e non raccontabile, così come scoprire rinnovati ed enormi “Blue Skies”, con nuvole bassissime contornati da un silenzio e da una splendida solitudine che rimette a paragone e ridimensiona idee ed esperienze vissute.

Metto un paio di immagini e un paio di disegnini e poi se ne riparla a settembre (si c'arivamo).



la chiesa di Mignola(tutta di legno, data: XI secolo, è proibito fumare in tutto il cimitero-giardino circostante)!



i maligni diranno che questo paesaggio potrebbe essere ad Anzio, invece NO! panorama dalle isole Lofoten.



Stetind (pronuncia "Stetèn) la montagna simbolo della norvegia. Secondo me Tolkien ai tempi de "Lo Hobbit" un giro qui se l'è fatto (ricordate la montagna solitaria? il passato da nerd torna galoppante)...
Poi che altro dire, nulla, luce per 24 ore, la strada principale del paese (che va da nord a sud) è larga come il viale di casa mia, fiordi, orche, alci, renne, linci e un botto de gente ubriaca.
A settembre, i disegni non li metto (anche perché ho solo schizzi e a quanto pare se so stufati tutti degli schizzi).
Baci
Lucho

martedì 3 agosto 2010

The Red Wagons - Jumpin' With Friends!


Alla fine esce, spero, per la Pacific Blues il disco "Jumpin' With Friends!"
lavoro e fatica della Red Wagons Blues Band. Sciccosi ospiti, sciccoso disco, sciccoso tutto.

Dal quadernino degli schizzi 3!



Non è estate senza un bel Polipo Party!

Dal quadernino degli schizzi 2!


Al volo al volo.
Per chi seguisse la mia attività di disegnatore: grazie.
Sto producendo molto materiale (specialmente studi di definitivi che tra settembre e novembre usciranno fuori) ma non ho molto tempo di stare appresso al blog e postare novità. Ora faccio un salto in Norvegia. Prima o poi metterò qualcosa (fine agosto).
It's a long way to the top!