giovedì 8 gennaio 2015

Louis Raemaekers Reloaded - Ariane De Ranitz




Louis Raemaekers è stato un grande disegnatore satirico olandese.
Disegnò la grande guerra e divento famoso in tutto il mondo. Era così noto che, ad un certo punto, i suoi disegni venivano stampati su piccole figurine che venivano messe nei pacchetti di sigarette. Aveva un tratto bellissimo e una satira unica e feroce. Oggi, in pochi lo conoscono e, su di lui, si trova pochissimo a livello cartaceo, anche, perché il corpo delle opere della sua produzione, si è sparpagliato, quasi tutto venduto.
Girava la voce che i tedeschi gli avessero messo una taglia sulla testa, vista la sua pericolosità e presa sulle masse.



Ci sono libri ristampati male da amazon, pieni di immagini sgranate, o libri del 1916 (anche edizione italiana), difficili da trovare ben conservati. Louis Raemaekers è una mia grande passione e periodicamente cerco cose su di lui, qui nella rete. Qualche tempo fa, sono incappato in un link, QUESTO che pubblicizzava una sua mostra in occasione del centenario della grande guerra.

La mostra, che dura fino al 25 gennaio, è in due citta dell'Olanda.
Roermond, citta natale di Raemaekers, e Venlo.
Sono molto vicine. Se, però, dovete sceglierne una, andate a Venlo.

Compro il biglietto e parto.
Casualmente entro in contatto con Ariane De Ranitz, autrice del libro/catalogo. La mostra è aperta da un giorno e Ariane si offre di farmi da guida, visto che deve istruire le guide. Lei è simpatica e la mostra è bella. Il libro, poi, è bellissimo.

La mostra ha una chiave horror, secondo me. Ovvero, il realismo dei disegni di quando non c'erano i fotografi e al fronte venivano mandati i disegnatori che erano molto realistici e fin troppo accurati. In Italia un grande rappresentante del disegno di guerra fu Fortunino Matania (poi emigrato in Inghilterra dove fece fortuna). Per tornare a R., affrontò questo lavoro con il motto "voglio che la gente veda la guerra per come è". Quindi ci sono tutta una serie di disegni, in cui è sempre presente la morte, rappresentata come scheletro, che distrugge uomini, donne, bambini. I soldati hanno espressioni di dolore puro, perché disegnato dal vivo. Devo dire che è impressionante anche il come R. disegnò il carro armato che nessuno aveva mai visto, perché "novità" della guerra. Neanche R. lo aveva mai visto e qualcuno glie lo descrisse. Sembra un po' come i disegnatori disegnavano gli ufo e l'ignoto in "Amazing Stories". R. disegnò prima il carro armato per come se lo immaginava e poi, una volta al fronte, ne disegnò un rottame per come effettivamente era.


Dopo aver visto la mostra insieme, le chiedo il perché abbia fatto una ricerca così approfondita su R. La mia domanda, esattamente, è, "perché proprio R. che è così difficile da conoscere e trovare?"
E quello che lei dice, secondo me è incredibile e bellissimo. Come dice Andrea Pazienza, "è qui che comincia realmente questa storia".
Circa trenta anni fa, Ariane si è appena laureata. Sta cercando lavoro, quando conosce, casualmente, con una vecchia signora di più di 80 anni. La signora è la figlia di Louis Raemaekers. Piccola digressione: nel 1916, R. e la famiglia si erano trasferiti prima in Inghilterra e poi in America. Dopo la guerra, solo la figlia, maggiore di tre, tornò subito in Olanda. R. stesso tornò in patria dopo la seconda guerra mondiale, negli anni '50, e poi li morì. 

Quindi, Ariane, viene messa in contatto, per puro caso, con la figlia di R., che, come dicevo, negli anni ottanta ha già la sua bella età. Lei vuole che qualcuno scriva un libro su suo padre e Ariane cerca un lavoro. Non è esattamente specializzata in disegno, ma accetta. Tra l'altro, Ariane non sa chi sia R., finché la signora non le nomina un libro per bambini che R. ha scritto e disegnato per i suoi figli e poi, successivamente, dato alle stampe e messo in commercio. Ariane è casualmente cresciuta con quel libro e collega che il più grande disegnatore della prima guerra mondiale, è anche autore del libro che lei ha in casa da sempre (tanto che in mostra è esposta la sua copia personale).

Questo lavoro diventa una seconda tesi di laurea.
Dopo anni, in occasione del centenario della grande guerra, viene ampliato, e diventa un bellissimo libro, unico testo moderno corredato di moltissime illustrazioni di e sul geniale Louis Raemaekers, cronista della prima guerra mondiale, autore moderno e, fino ad oggi, poco conosciuto.
Se da oggi R. sarà conosciuto da più persone, con questa splendida edizione, lo dobbiamo al puro caso e alla passione di Ariane. A chi leggerà questo post, consiglio vivamente di comprare il libro. Per i disegnatori satirici, poi, è d'obbligo. QUESTO è il link dove prenderlo.







Charlie Hebdo - 7 Gennaio 2015



Ieri un commando di Al-Quaeda ha fatto irruzione nella sede parigina di Charlie Hebdo.
Hanno fatto una strage, uccidendo disegnatori, giornalisti e due poliziotti.
La lista con i nomi dei morti si trova ovunque, a me rimane solo in mente che hanno ucciso Wolinski. L'invincibile Wolinski, che ha cresciuto tanti di noi e che non andava mai alle riunioni. Ma ieri sì.

Con i dovuti distinguo, mi viene in mente che sarebbe potuto accadere anche a noi, piccolo e sparuto staff di Mamma, o di qualunque altra rivista di satira.
Per fortuna, la crisi e l'approccio inesistente alla satira in Italia, han fatto sì che la rivista Mamma, una redazione non l'abbia mai avuta, e che abbia anche chiuso i battenti da tempo. Quindi, avrebbero dovuto stanarci casa per casa.

Credo che questo voler colpire una rivista, nel paese in cui la satira fa veramente parte della cultura popolare, uccidendo tutto lo staff, con autori di un certo peso internazionale, sia un chiaro segno, un undici settembre personalizzato sulla Francia.

A me rimane in mente che hanno ucciso Wolinski e che saremo in tanti, che già disegnavano parecchio, a disegnare il doppio.

immagine di Huib Luns - Omaggio a Louis Raemaekers

sabato 3 gennaio 2015

Scaramanouche Voyager 2011 - Recensione Folkworld

Siamo su Folk World!!!
Chi volesse seguire il Link, vada pure QUI
Io, comunque, inserisco la recensione con pratico copia e incolla!

Scaramanouche "Voyager 2011"
Felmay, Felmay
Scaramanouche is a musicians collective that brings on this new album a combination of known songs from all kind of styles. From the Sex Pistols, Marlene Dietrich to Pink Floyd and Django Reinhardt. The band makes of all these compositions folky pieces and chance it into mainstream acoustic music that will please all the generations of your family. If you like to hear known themes in a light feted acoustic jacket, this is your album.
© Eelco Schilder

The Babadook

Mi dilungo qui a scrivere una piccola e breve recensione su un film che mi ha colpito molto.
The Babadook, di Jennifer Kent.

Attenzione, si rischia lo spoiler, quindi chi non vuole ciò, smetta pure di leggere.

Allora il film mi ha ricordato un altro lavoro intelligentissimo chiamato "Pontypool".
Ciò che accomuna le due pellicole è l'uso di un cavallo di troia, in questo caso il genere horror, per dire altro.
The Babadook, e quindi Jennifer Kent, in questo "cavallo di troia", ci sta bene, ci sguazza, usa molti stilemi con una grandissima intelligenza per trattare il tema più difficile dei nostri tempi, la morte.
La morte intesa come perdita, elaborazione del lutto, sorpasso dello stesso e accettazione del resto della vita.
Tutto il film è avvolto da questo senso di oppressione che sembra il mostro o l'horror, ma a metà è già chiaro (almeno a me) che si andrà a parare altrove.
Eppure l'uomo, nella sua vita quotidiana. che può essere fatta anche di lutti, nella sua dinamica, nelle sue discese all'inferno, fa paura. Ci spaventa, trascende e trasfigura. Questo Jennifer Kent ce lo fa vedere molto bene. La realtà e il calarsi in qualche oscuro reame è anche essa orrore, come uscirne è una cura che, però, ci ricorda che qualcosa è successo e che il prima e il dopo esistono.
Eccome.
Ecco, The Babadook parla anche di questo.
I miei omaggi a tutto, segnalando:
- finalmente un bell'uso del silenzio
- il più bel libro pop up degli ultimi anni.


venerdì 31 ottobre 2014

Lucho e I Vichinghi su TOPOLINO!

Per voi, POPOLINO, una vera notizia!
Croce e delizia, alla fine su Topolino ci sono finito pure io!
mi verrebbe da cantare TOPOLIN TOPOLIN, VIVA TOPOLIN!



mercoledì 22 ottobre 2014

Marco Pandolfi Trio a Music Corner - Repubblica Tv!

Anche QUI ci siamo arrivati, vediamo che succede!
il trio di Marco Pandolfi va sempre meglio!




Lynwood Slim.

Questa estate è morto Lynwood Slim, al secolo Richard Duran, gran maestro del Blues.
Una cosa che scrivo qui solo ora, per omaggio e per non pensare che questo sia un luogo di necrologi. Una persona incredibile, conosciuta per solo 15 giorni di tour. Una persona incredibile. Forse uno dei più fichi e controversi mai conosciuti, uno che è riuscito a fare esattamente quello che voleva nella sua vita, dal vero poco di buono a veri atti nobili.





Nel 2009, lo abbiamo accompagnato in tour con Maurizio Pugno, Gio Rossi, Marco Meucci. Marco Meucci ed io dovevamo prenderlo all'aereoporto e non so come siamo arrivati due ore in ritardo. Ci cacavamo sotto perché sapevamo che aveva un carattere terribile (voci di corridoio). Invece trovammo una persona squisita, che quando ci scusammo per il ritardo disse solo "don't worry, it's life!". Il resto è solo aneddoti e ricordi, diceva di essere diabetico e mangiava solo carne, sempre e solo carne. e ci ha raccontato una quantità di storie che, con solo la metà, Robert Crumb sarebbe felice. Ad un festival in toscana, ci avevano preparato un banchetto di verdure toscane dall'orto, con l'olio bono e le cose toscane della toscana. Lui insistette per farsi portare al Mac Donald. Da allora ci sentivamo spesso e Skype era il mezzo definitivo, tendevo a scordare, visto che era sempre sveglio, che i fusi orari che separano l'Italia dalla California sono tanti.






Lynwood Slim era un grande, mi sarebbe piaciuto andare al memorial che gli hanno dedicato a Los Angeles, dove hanno suonato tutti ma proprio tutti. Tutti quelli rimasti, ovvio.
E' stato un vero privilegio.

Rimane il nostro disco con i grandi Red Wagons, "Jumpin' With Friends"
incluso nella discografia ufficiale di Lynwood, una bella cosa.


dischi che consiglio:

Lynwood Slim & Junior Watson - Lost in America
Lynwood Slim & Junior Watson - Back to Back
The Big Rhythm Combo - Too Small to Dance
e ovviamente: The Red Wagons Blues Band - Jumpin' with Friends